Si comincia. Tra poco in Bahrain si accenderanno i motori. Ecco che hanno scritto i quotidiani oggi.
La Stampa: “La pista buona” – Il Mondiale di F1 parte dal Bahrain, da un circuito dove la Ferrari ha vinto più di ogni team. Leclerc e Sainz inseguono Verstappen: “La Red Bull è davanti, dobbiamo migliorare” Stefano Mancini scrive: “Il pilota che in assoluto ha festeggiato più volte sul podio con il finto champagne all’acqua di rose è stato Hamilton con cinque, seguito da Vettel (4) e Alonso (3). Verstappen è a quota zero, mentre la Red Bull si è affermata solo nel 2012 e 2013 con Vettel”.
Repubblica: “La Red Bull scappa, Ferrari e Mercedes a mezzo secondo”
Corriere della sera: “Rossa, si inizia. Servono segnali concreti, ma subito”. Giorgio Terruzzi scrive: “Due piloti legati a doppio filo, con contratti in scadenza nel 2024, consapevoli che la coppia non potrà essere riconfermata, entrambi alle prese con il bisogno di una consacrazione o con l’ipotesi di un addio. Il tutto con un team principal al debutto. Vasseur non ha ancora smaltito il rodaggio mentre cerca di attutire i contraccolpi che comporta trovarsi al comando della Ferrari. Un vertice aziendale più che mai impaziente, un comparto tecnico da interpretare, due campioni da gestire e troppi proclami vincenti. Lanciati come boomerang, prima di misurare le entità delle salite”.
Gazzetta: Ferrari occhi sul mondiale. Gianluca Gasparini: “…ogni volta che parte un Mondiale la rossa ha i riflettori di
tutti, addetti ai lavori e soprattutto tifosi, puntati addosso. In attesa di un solo finale che peròmanca, se parliamo di titolo piloti, dalla gioia regalata al Cavallino da Kimi Raikkonen nel 2007. Da allora ogni stagione, per la Ferrari, rappresenta un Anno Zero. Questa forse più di altre, perché molti tra gli uomini legati a Maranello nel 2023 si giocano qualcosa di grosso”.
Resto del Carlino: quella voglia pazza di vincere il Mondiale. Leo Turrini: “Nulla è più desiderato, nella vita come nello sport, di ciò che si fa dannatamente attendere. Il digiuno Ferrari ormai è un genere letterario. Meglio: le sconfitte Ferrari sono una soap opera in stile Beautiful o Sentieri. Nessuno rammenta più come sia cominciata la storia, in compenso sappiamo tutti che c’è sempre una prossima puntata”.










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